Commento dei Sepolcri dal vv. 225

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Commento dei Sepolcri dal vv. 225

Messaggio  vanessa il Mar Feb 23, 2010 10:19 pm

Commento dei Sepolcri ( dal verso 225...)

V.225= Qui affrontiamo un nuovo passaggio caratterizzato dalle invocazioni alle Muse. L' affermazione " E me che i tempi ed il desio d'onore fan per diversa gente ir fuggitivo(...)" , si riferisce al fatto che il poeta non vuole cedere al compromesso con gli Austriaci in quanto sosteneva la libertà per l'Italia.
Nel verso 228 fa un invocazione alle Muse introducendo un discorso molto importante in quanto le ritiene custodi dei sepolcri. Secondo l'autore erano coloro che curavano le tombe, rimanevano a perpetuare la memoria, allietavano i deserti con il loro canto vincendo il silenzio. ( Tutto ciò ci fa capire che la sopravvivenza è data dalla trasmissione della cultura umana).
Nel verso 235, Foscolo ci riconduce all'antichità dicendo che questa ci offre la possibilità di adoperare il mito in chiave laica. Nei versi che seguono, racconta il mito di Elektra, sposa di Giove e madre di Dardano, e da importanza al culto della morte e a quello delle tombe in quanto secondo l'autore sono il simbolo della continuità della memoria.
Il succo fondamentale dei suoi discorsi è che i poeti del tempo, grazie alle loro poesie o ai loro poemi mantengono in vita la storia e la memoria di ciò che è accaduto nel passato, il poeta viene visto quindi come colui che è in contatto con le Muse.
Il Foscolo chiude un cerchio che parte dal discorso della famiglia per poi portare la sua riflessione alla memoria di un intero popolo. Prende appunto come esempio l'antica Grecia, ricollegandosi al mito di Elektra a cui Giove ha dato l'immortalità della memoria. Nel suo poema, non prende in considerazione solo i vincitori ma, e soprattutto, i vinti.
E' riuscito ad interpretare le tombe, e da loro ha avuto informazioni per scrivere i suoi poemi: facendo ciò sembra dimenticare il discorso sui Troiani.
Gli ultimi quattro versi rappresentano la chiusura del cerchio, sono una specie di testamento dove il poeta da una certa importanza sia ai vincitori che ai vinti in quanto entrambi hanno versato il proprio sangue per la patria.
Emerge poi il discorso dei valori, dove l'autore si chiede se ci potrà mai essere una morale per gli Atei.
Ed è proprio in questo poema che troviamo la risposta a tale domanda, in quanto Foscolo ritiene che anche per coloro che non credono in Dio, esiste una morale fondata sull'uomo, sul rispetto per esso, per la giustizia, per le tombe, per l'amore dei propri cari, e quindi per il proprio popolo.
I depositari di questa memoria, sono secondo l'autore, i poeti in quanto la memoria degli uomini è più grande di quella delle pietre.
Il Foscolo, si rivede nella figura di Ettore perchè come i troiani erano un popolo sconfitto, anche gli Italiani lo erano nel 1800. Secondo lui l'Italia potrà riscoprirsi popolo unito solo attraverso l'aiuto della memoria.

vanessa

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